I Dodos sono un duetto talentuoso di San Francisco, che hanno fatto delle melodie schizofreniche il loro cavallo di battaglia. Visiter, il disco precedente, era stata una rivelazione in termini di originalità e di idee, possibilmente lasciate al loro stato embrionale e coperte da una patina sonora tanto ruvida quanto preziosa. Time to die è si il fratello maggiore, cresciuto e più maturo, ma anche più leccato e snob, fresco di master in MBA. Insomma, dopo il trattamento di bellezza prodotto da Phil Ek (Shins, Fleet Foxes), Time to die esce curato, bello, preciso, ma forse meno affascinante e meno intrigante di quel bel tenebroso che era Visiter. Questo album risulta comunque piacevole e tra melodie rotonde e indie-folk ammiccanti si nascondono alcune perle di originalità vibrante (Two medicines su tutte). (Giovanni Besio)

