Il cantautore californiano Alejandro Escovedo, rende omaggio in quest'opera alle diverse generazioni di messicani che hanno posto le basi per il mantenimento della lingua e cultura ispanica all'interno degli Stati Uniti. Queste canzoni nascono come parte integrante dell'opera teatrale omonima che riscosse un grande successo negli USA nel 2002 (questo disco è, in effetti, una riedizione). Il sangue, il sudore, le lacrime versati durante le guerre o nella Grande Depressione, le difficoltà di inserimento sociale, sono i temi ricorrenti nelle canzoni, assieme alla nostalgia per la gente e i paesi lasciati al di là del confine. Un atto d'amore verso la propria gente, gli uomini (e le donne) che vissero a cavalcioni della frontiera, pieno di atmosfere tex-mex e del suono dolce ed evocativo della lingua spagnola. (Fausto Meirana)
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