Quando, negli anni ottanta, The Jesus And Mary Chain fecero il loro esordio vennero etichettati come “quelli del feedback”; da allora la strada da loro tracciata è stata percorsa da diversi gruppi ed ognuno ha viaggiato più o meno vicino al centro della carreggiata, senza però mai raggiungerlo: dai My Bloody Valentine e Spacemen 3 degli albori agli A Place To Bury Strangers di oggi. La band newyorkese, al secondo disco, dopo quello omonimo del 2007, ha creato un lavoro degno di nota, da ascoltarsi preferibilmente tutto di fila e con il volume al massimo; crogiolarsi in cupe atmosfere, scandite da basso e batteria ed inondate da cascate di noise, è diventata un’esperienza abbastanza rara. Il disco, indicato solo ai cultori del genere, nei brani “In your heart” ed “Exploding Head” accende i fari. (Marco Bonini)
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