Entrambe le fazioni del dibattito “vecchi sì/vecchi no”, infuriato da queste parti con l’inizio del 2010, concorderanno: oggigiorno, tanto del “nuovo” pesca nel “vecchio”. Farlo bene o farlo male è spesso il discrimine tra bei dischi e brutti tributi. Capita che certi suoni (dimenticati) tornino prepotentemente di moda (nello specifico la cd. no wave) e capita, pure, che qualcuno della vecchia guardia torni a insegnare ai giovani come si fa. Spesso con risultati imbarazzanti. A volte, no. Una di queste volte prende qui la forma di Big Sexy Noise, gruppo/album che vede la poetessa sboccata Lydia Lunch tornare a deturpare blues e rock con la complicità dei Gallon Drunk (chitarra, organo, batteria, sax). L’assalto frontale di queste canzoni stordisce positivamente chi ascolta. Di pensionamento, neppure l’ombra. (Marco Sideri)




