Il rischio, quando si ha a che fare con uno come Will Oldham - Bonnie P Billy, è darlo per scontato. Il talento è fuori discussione: fin dai tempi Palace ha dimostrato di possedere una delle penne più personali e felici della (neppure troppo) nuova canzone americana. È il ritmo delle uscite a disorientare: tra live, singoli e dischi veri e propri il Principino si muove in spregio ad ogni regola del mercato, saziando i fedelissimi ma confondendo gli altri. Le uscite, così, diventano un unico corpus oldhamiano: facile perdere per strada le signore puntate. Questo disco tuttavia rompe col recente passato, fatto di country-folk formalmente ortodosso, e ripropone la canzone scheletrica che rese famoso Will. Solo chitarre e voci disegnano le melodie, con pochi accenni blues e qualche coro. Il fascino, pur se maturato e più melodico, resta quello di un tempo. (Marco Sideri)
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