Il passato è il nuovo futuro. Può non piacere a chi è legato al concetto di musica come instancabile ricerca del cambiamento, ma la tendenza è proprio questa: vedere suoni e canzoni d’epoca come simboli di onestà e bellezza, a volte dal punto di vista strettamente tecnico, a volte anche da quello umano. Emblematici in tal senso sono due notevoli album pubblicati di recente: Queen Of Denmark di John Grant rende omaggio a Harry Nilsson e ai Carpenters, mentre Here’s To Taking It Easy di Phosphorescent/Matthew Houck riporta dritti al Laurel Canyon 1970, tra Eagles, Neil Young e l’inevitabile Gram Parsons (c’è anche qualcosa di Willie Nelson che il il nostro aveva l’anno scorso omaggiato in To Willie). Non è originale, certo, ma non è nemmeno puro ricalco. In questo disco, il primo in cui Houck è accompagnato da un gruppo, è comunque percepibile la fragilità tipica di certa musica americana degli ultimi dieci anni, quella che molto deve a Bill Callahan e Will Oldham. L’album scorre gentile ma carico di malinconia nemmeno troppo sottesa (The Mermaid Parade) e regala il suo momento migliore proprio alla fine, nella lunga e struggente Los Angeles, affascinante perché sembra sì un pezzo di quarant'anni fa, ma con un senso di perdita che è assolutamente 2010. (Antonio Vivaldi)







