Coraggio e arroganza costituiscono spesso un intreccio difficile da sciogliere. Il nuovo lavoro di Serj Tankian ne è un esempio perfetto. Dove il precedente Elect The Dead proseguiva il discorso dei SOAD, con qualche tocco più personale dell'ex cantante, Imperfect Harmonies costituisce una svolta decisa, solo in parte annunciata dal live orchestrale che l'aveva preceduto; è una svolta che non piacerà ai fan metal che avevano amato i SOAD, questo è certo, e che costerà a Tankian un sicuro calo nelle vendite. Perché Imperfect Harmonies riunisce tutte le passioni che hanno costellato i side-projects portati avanti dal nostro negli anni: la sperimentazione, l'elettronica, il free jazz, la musica armena e forse altro ancora. Un po' troppo, è indiscutibile, per un solo disco. Ma allo stesso tempo il velleitarismo è bilanciato da pregi innegabili: lo stile compositivo è ancora integro e riconoscibile, la voce magnifica. I primi venti minuti sono di grande qualità; solo verso la metà il disco sembra perdersi brevemente, per poi concludersi magnificamente con il singolo Left Of Center e l'acustica Wings Of Summer. Può darsi che il Tankian di oggi abbia bisogno di un pubblico nuovo, non facile da individuare, ma quanti ascoltano musica senza troppo preoccuparsi delle etichette dovrebbero dargli una chance. (Marina Montesano)






