Qui c’è un po’ tutto. Si, perché, se come dicevano i Chemical Brothers, it began in Africa, la pubblicazione di Love and death non fa altro che sottolineare e rimarcare il concetto. L’operazione è tanto semplice quanto significativa e importante: dare ampio respiro a una cultura musicale di ampissimo respiro e di peso specifico immane, così come già fatto in passato per Mulatu Astatke. Così la Strut si ripete e in questa occasione confeziona un gioiellino di otto canzoni, vecchie, storiche e nuove di un patriarca dell’afrobeat contemporaneo. Cresciuto nel Ghana neo-indipendente di Kwame Nkrumah, e in seguito a un periodo a Londra a perfezionare la tecnica jazzistica, Ebo Taylor è riuscito a realizzare quel connubio incredibile tra tradizione roots e modernità, proprio nel cuore dell’africa nera. E così tra ritmi soul (Nga Nga), atmosfere rock steady (Love and Death) e celebrazioni jazzistiche di uno dei più amati e controversi leader dell’Africa moderna (Kwame), una musica antica acquista una forza e un’energia senza pari. (Giovanni Besio)





