Certi aggettivi, riferiti a dischi e canzoni, hanno più significati. “Semplice”, ad esempio, può indicare una rinfrescante linearità nella proposta (il punk è semplice, le filastrocche). Come pure mancanza di profondità. Nel caso dei Shelleys l’utilizzo dell’aggettivo è molto indicato, in entrambe le accezioni dette sopra. Si tratta di un duo (Tom Brosseau e Angela Correa) che, in vacanza dalle rispettive carriere, affronta un repertorio ultra classico (Bob Dylan, Woody Guthrie, vecchi standard USA) armato solo di voci e chitarra. Il risultato è buono, i due si amalgamano con gusto su accordi e melodie, ma, come dire, un po’ magrino. Il disco non offre la dose di personalità che una raccolta di cover (vedi Cat Power) potrebbe/dovrebbe dare, né azzarda soluzioni che titillino la fantasia di chi ascolta. Si limita a passare. Tipico caso di “Bravi ma”. (Marco Sideri)


