Ben lungi dal pensionamento che tanti dovrebbero traguardare, comprese alcune nuove de/generazioni, gli Wire arrivano al loro nuovo object per ricordarci come eravamo e come saremmo potuti diventare. Red Barked Trees non è la fucilata di Object 47, lì devo dire che la creatività e l'energia raggiungevano un apice che faceva di quel lavoro uno dei migliori della loro discografia. Questa nuova emissione gode di molte buone canzoni, se vogliamo, leggermente più tendenti alla "normalità" che non alla sperimentazione e questo immagino sia il segnale che forse l'album precedente risentiva ancora un po' dell'esperienza rumorosa di Gilbert, membro dimissionario, la cui influenza è definitivamente scomparsa nell'odierna fatica. Abbastanza equamente diviso tra Newman e Lewis è, e che la lezione serva a qualcuno, un disco breve dove però ogni canzone trova una sua precisa forma e sostanza anche quando sfiora un noise oramai dimenticato (vedi 2 minutes). Personalmente lo colloco già tra i migliori lavori di questo neonato anno in cui, temo, le influenze Kazzinger che imperano, prenderanno un catodico sopravvento. Recensione breve, come il disco. (Marcello Valeri


