Annunciata da più parti come grande promessa del 2011, definita la nuova Patti Smith da Brian Eno, paragonata a Jeff Buckley e PJ Harvey da altri, invitata a suonare come spalla dei Grinderman da Nick Cave, si può ben dire che l'inglese (di padre italiano) Anna Calvi fosse davvero molto attesa con il suo omonimo LP di esordio. Aperto da uno strumentale atmosferico, prosegue alternando momenti incalzanti, a tratti magniloquenti, ad altri meno strutturati e comunque affascinanti (The Devil). Suzanne & I, già sentita lo scorso anno, è tra i pezzi migliori, ma numerosi sono i brani che si segnalano, e il disco scorre via rapido. All'altezza delle aspettative e dei paragoni? Difficile dirlo sulla lunghezza di 40 minuti scarsi; ma certo un disco importante per un'artista già sicura delle proprie qualità di compositrice, cantante e chitarrista. E non è poco. (Marina Montesano)




