I Decemberists non si incaponiscono. Imparano dai propri errori. E vanno avanti. E così dopo aver raggiunto il livello massimo di sofisticazione con The Hazards Of Love (2009: prog folk opera con tanto di libretto operistico e chitarre pseudo metal) tornano alle radici con The King Is Dead. E lo fanno in modo mirabile. 10 canzoni, 40 minuti, folk rock che splende di una scrittura uniformemente ottima. Una canzone via l'altra non si smette di gioire. Con riferimenti e ricordi che spaziano dai Waterboys (Rox In The Box cita il tradizionale The Raggle Taggle Gipsy) ai REM di Life's Rich Pageant (Peter Buck è ospite alla chitarra) al Gram Parsons solista (con Gillian Welch a fare la Emmylou alle doppie voci). Non c'è un passaggio fuori posto. Non una canzone sotto media. The King Is Dead è un disco folk rock che svetta, testa e spalle, sulla iper-produzione odierna. (Marco Sideri)



