Low Country Blues, ovvero il classico disco inaspettato da un artista ormai da anni in astinenza da sala registrazioni... Gregg Allman non entrava in un record studio ufficialmente dal 2003, quando incise Hittin' the Note con la attuale Allman Brothers' Band!
Le tracce sono grossomodo ascoltabili esclusa qualche eccezione. Si alternano grandi momenti musicali a profonde cadute di stile, ma si può considerare un buon lavoro (forse leggermente nostalgico visto il genere delle incisioni, ma chi di voi musicofili non lo è mai stato verso blues e derivati?).
Nella prima traccia, Floating Bridge, si ha un primo impatto abbastanza traumatico con la voce di Gregg: Invecchiata notevolmente rispetto alla sua resurezione artistica degli anni '90, ma ancora piacevole e piena di sentimento. Il classico di Sleepy John Estes è ben reso, con un intro su chitarra acustica a cui si aggiungeranno pian piano percussioni, piano, basso e chitarra elettrica in un crescendo tutt'altro che fastidioso.
I can't be Satisfied si potrebbe considerare come la cover della cover. È una versione elettrica della riedizione acustica di Muddy Waters dello stupendo brano di Big Bill Broonzy, con qualche tocco pianistico qua e là. Ascoltabile.
Blind Man (del non conosciutissimo Bobby Bland) è solo un rifacimento un pelino più bluesy del soul originale con qualche intermezzo di chitarra ogni tanto, niente di speciale.
Just another Rider è l'unica canzone originale in tutto l'album. Un bel soul-blues scritto in collaborazione con Warren Haynes che ricorda molto alcuni brani della rinascita degli Allman quali Soulshine e Desdemona.
Sorvolando la trascurabile Please accept my Love e passando ad I believe I'll go back home di John Lee Hooker bisogna ripetere lo stesso discorso fatto prima per Devil got My woman: Da un delta blues puro ad un soul che è quasi una bestemmia verso la versione originale.
Tears tears tears è una semplice cover, come anche lo sono My love is your love e Checking on my baby.
Rollin' Stone viene descritta come una completa riedizione, ed in effetti è vero: testo diverso, stile musicale diverso, atmosfera vocale diversa... L'unica cosa che ha in comune col classico di Muddy Waters è il titolo.
In conclusione possiamo dire che il disco è buono, forse con qualche licenza poetica di troppo, ma è ottimo per iniziare a far conoscere il blues ai novizi del genere. (Paolo Giordano)


