A tre anni distanza da Folklore and Superstition, i Black Stone Cherry tornano con un nuovo sorprendente lavoro. Premettendo che non sono un fanatico di questa band e non ho ascoltato i vecchi lavori in maniera approfondita, c'è da dire che Between the Devil and the Deep Blue Sea è davvero un ottimo lavoro, i BSC non per altro sono tra i migliori gruppi che la scena rock-americana puo offrire e che comprende anche Shinedown e Three days Grace per dire due nomi. Parlando del disco, c'è da dire che è un lavoro piuttosto riflessivo e come è stato affermato dalla band: "E' il resoconto di tutti i giorni buoni e cattivi della nostra vita quotidiana" ; tuttavia non è un cambio di direzione dall' hard rock a chissà quale genere, ma la continuità di un suono grezzo, potente e per un certo senso "southern" viene ampliamente rispettata, se non addirittura ampliata, per cui più che un cambio si potrebbe optare per un aumento di velocità. Questi potenti riff di chitarra vengono proposti in pezzi sia di puro stampo hard, che nelle ballate che comunque risultano molte. Senza dubbio una delle parti più coinvolgenti è proprio la prima traccia "White Trash Milionaire" (scusate se è poco), che parte con un intro di vocoder davvero nostalgico, accompagnato dall' altra chitarra che sembra simulare la corsa di un rinoceronte arrabbiato (cit.). Altro elemento importante è che per chi non avesse mai ascoltato questa band, se pensate di avere a che fare con i cloni di Nickelback e/o Alter Bridge (la vedo dura in questo punto), vi sbagliate di grosso. (Luca Cerbara)



