Se sedicenne mi avessero detto che la ciclicità del mondo e delle mode mi avrebbe riportato ad ascoltare le stesse cose nel giro di una quindicina d'anni non ci avrei creduto. Oggi, a stupirmi, ci pensano i londinesi Male Bonding che si inseriscono in una spiazzante ondata di epigoni del college rock e indie rock della metà degli anni '90. Echi di Lemonheads, batterie rubate ai Nirvana, ritornelli super catchy e inni solari come solo a certo emocore (Rainer Maria / Promise Ring) riuscì di fare. Un disco divertente, davvero divertente, che si sedimenta mentre si consuma, consigliatissimo a chi non ascolta i dischi in poltrona. (Matteo Casari)







