K Dawson è stata, una vita fa, metà dei Moldy Peaches, sgangherati alfieri del cosiddetto anti folk, ossia: approssimazione moderna e indie di quello che fu il Greenwich Village nei 60. Da allora ha vagato solista con risultati dal buono in su, senza però sconvolgere. Bene, qui sconvolge, eccome. Dopo la quasi-fama portata dal contributo alla colonna sonora del fortunato Juno, Kimya chiama a raccolta tutti i suoi passati per dar loro forma compiuta. E così largo a filastrocche infantili, hip hop casereccio, ballate malinconiche, scherzi e lacrime. Il tutto condito da melodie meravigliose e mai banali. Le parole, per chi è interessato, sono di primissimo ordine. Gli ospiti (dalla figlia di KD al rapper Aesop Rock) impeccabili. Il ritmo del disco magistrale nell'alternare leggerezza e trasporto. Kimya è cresciuta senza maturare: il modo migliore per diventare grandi. (Marco Sideri)


