Poteva essere il re d'Inghilterra. Il talento, il portamento e l'arroganza non gli mancavano. E invece Luke Haines si è ritrovato a cantare dai margini. Il suo impero tradito da troppi guappi (Oasis) e studentelli (Blur) per valere ancora qualcosa. Sono andati i tempi (primi anni 90) in cui i dischi dei suoi Auteurs erano l'avamposto del pop inglese di qualità (britpop?) conto lo strapotere americano. Luke però non ha mollato. Andando avanti diritto per la sua (personalissima) avventura solista. Qui si tocca il culmine. Questo è un disco a tema dedicato ai lottatori di wrestling inglesi, allo loro poca gloria e al loro splendido declino. La musica va da sfondi elettronici fatti in casa a ballate acustiche (ma mai folk), vero marchio di fabbrica di casa Haines. Certo, non si deve iniziare da qui a esplorare la sua opera. Ma ogni disco è una buona nuova. (Marco Sideri)


