Elizabeth Woolridge Grant, meglio nota come Lana De Rey, è la più recente star del pop, probabilmente frutto tanto di un'accurata preparazione commerciale quanto di meriti personali. Il suo Born To Die è in cima alle classifiche nonostante critiche miste, apparizioni televisive scarse (il Saturday Night Live del 14 gennaio scorso) e altre ottime (un mese dopo al Late Show with David Letterman), una tournée rinviata: tutti dati che fanno dubitare della consistenza del personaggio. Detto questo, però, il disco non è niente male; anzi, l'inizio è davvero ottimo: la title track, Off To The Races, Blue Jeans, Video Games, Diet Mountain Dew conquistano immediatamente, con arrangiamenti fra il trip-hop e l'orchestrale, e melodie scritte da gente che evidentemente ci sa fare. Anche il resto di Born To Die è superiore alla media del genere; l'unico problema può essere rappresentato dall'uniformità del prodotto, che una volta trovata la formula buona decide di sfruttarla fino in fondo senza troppe variazioni. Ma resta pur sempre, appunto, una buona formula. (Marina Montesano)





