Da diversi anni nel giro hip-hop californiano, Gonjasufi si era fatto notare soprattutto nel 2010 per A Sufi And A Killer, un disco che aveva ricevuto critiche pressoché unanimemente positive e che proponeva un mix di post hip-hop tinto di noise, dub e amore per gli Stooges. Lo scarso successo della tournée successiva e dell’EP The Ninth Inning avevano lasciato incerti sulle sue reali possibilità. MU.ZZ.LE risolve solo in parte tali dubbi: è un mini LP che non raggiunge i trenta minuti suddivisi tra dieci tracce, alcune delle quali altro non sono che accenni di canzoni. Dove tuttavia la musica si fa più strutturata (Feedin’ Birds, Nickel And Dimes, The Blame) la qualità è elevata. Meno ritmico di A Sufi And A Killer, MU.ZZ.LE campiona vecchi vinili rovinati e urla di bambini con un effetto avvolgente e narcotizzante. Niente male, in attesa di qualcosa di più consistente. (Marina Montesano)




