Inizio pacato e lievemente inquietante, con una serie di tocchi in libertà sulle corde elettriche che diventano poi sostanzioso riff in lieve distorsione: saremmo dunque dalle parti dei gloriosi Tortoise che furono, quelli di Tnt. Poi invece il riff si stabilizza ed entrano le le magnifiche voci armonizzate dei nostri. Un outtake da qualche glorioso vinile d'antan Crosby, Stills & Nash? Potrebbe essere. Il miracolo si ripete nella seconda traccia, ma ti viene in mente, stavolta, che il brano potrebbero averlo scritto CSN dopo aver ascoltato un disco dei Battles. Non è finita: in Get Right entra l'ombra dei Beach Boys, in Hope you Know quella dei Grateful Dead, in Isadora c'è una jam session impossibile tra l'Albert Ayler e le sue marcette stranite e intimidenti e i Calexico persi nel deserto. E via citando. Al terzo lavoro in studio,i magnifici Megafaun che un tempo furono tutt'uno con Bon Iver ci regalano il loro disco più bello e intenso, dove le citazioni dal gran rock che fu si sciolgono in stringente attualità: se amate, più o meno sulle stese coordinate, i grandi Fleet Foxes, sappiate che qui si ascolta anche di meglio. (Guido Festinese)


