Basta la scarsa mezzora di questo EP per capire che Daniel Rossen, sia con i Grizzly Bear che con i Department of Eagles, si sentiva un po’ circondato. Qui fa quasi tutto da solo, aiutato occasionalmente dalla lap steel di Scott Hirsch, dalle bacchette di Eric Slick e da una sezione di fiati ‘atmosferici’. I cinque brani non deludono e prendono giustamente le distanze dai gruppi di cui sopra; un gradino sopra le altre, ‘Silent Song’ evoca Elliott Smith e i Beatles (o meglio la parte harrisoniana dei favolosi) rivendicando la ‘side A’ del singolo. Altrove il suono si fa più cupo, seguendo i testi, non proprio immuni da una certa pretenziosità. Resta da vedere se, per questa nuova strada, Rossen proseguirà in solitaria oppure in compagnia dell’orso o delle aquile. (Fausto Meirana)



