Senza scomodare paragoni forti (tipo Arthur Rimbaud), va detto che Conor Oberst sembra aver detto le cose migliori con gli album incisi a nome Bright Eyes fra i 18 e i 22 anni. Ora che di anni ne ha 32, Oberst sembra aver perso lo smalto rosso acceso di quei tempi eccitanti, visionari e adorabilmente presuntuosi. L’uscita di questo lavoro composto da ep già usciti, lati B e outakes (con annesso documentario in dvd) sembrerebbe confermare il momento di parziale stallo creativo. In realtà tutta la prima metà di One Of My Kind è composta da brani intensi, vitali e commoventi. Peccato che poi venga dato spazio ai comprimari della Mystic Valley Band con il loro country-rock così anonimo da appiattire persino la cover di Kodachrome di Paul Simon. Però la prima parte è davvero bella. (Antonio Vivaldi)


