Per fortuna che il blues elettrico non ha i problemi di certe vetuste rockstar incartapecorite, che sul palco devono zompare e lanciar gridolini come adolescenti, e poi, nel retropalco, mandar giù boccate di ossigeno puro. Gli anni e le rughe sembrano invece un medagliere, nel blues rock. Al di là di ogni retorica. Come nel caso del signor James Cotton, più vicino agli ottanta che ai settanta. Qui l'armonicista che fu al fianco di Muddy Waters si fa aiutare da gente d'assoluta eccellenza che ha qualche decennio in meno: Warren Haynes, Keb Mo, Ruthie Foster, Delbert McClinton, Joe Bonamassa, un (ben) stagionato Gregg Allman. Ne scaturisce un disco bruciante e poderoso, ma soprattutto divertente come pochi altri, che sembra correre su binari oliati. E' il solito blues di Chicago, ma che classe. (Guido Festinese)


