I tempi di The Crane Wife sono ormai lontani, e dal disco che li ha fatti conoscere, pieno di limpide ballate dai testi letterari e improvvise aperture sonore vicine al progressive, i Decemberists sembrano avere scelto di togliere anziché aggiungere; già il precedente The King Is Dead, del 2011, il loro disco più fortunato, inaugurava un folk-rock asciutto e personale che si ritrova anche in questo nuovo lavoro. Le dichiarate influenze che il leader Colin Meloy non manca di segnalare (Smiths, Morrison, il folk-rock inglese) risuonano anche in What A Terrible World, What A Beautiful World, ma ormai lo stile è piuttosto personale e riconoscibile, e dà vita ad un disco ben riuscito, con alcuni picchi come la splendida Lake Song che evoca il miglior Van Morrison, quello di Astral Weeks, e l’evocativa ballata folk Carolina Low, dove domina il fantasma del grande Bert Jansch. (Fausto Meirana)



