Avete presente come lavorano I Crippled Black Phoenix, la compagine a geometria d'organico variabile che è, fuori da ogni dubbio, punta acuminata del neo prog attuale? Loro solleticano, alludono, espandono, contraggono tutto quanto suonato una quarantina d'anni fa. Grossomodo come fa Steve Wilson, che in più aggiunge lampeggianti petrosità metal qui e là. Nel 2013 Joe Volk se n'è andato dalla “fenice azzoppata”, e s'è messo per strada da solo. Questo è il primo risultato, e per molti versi è faccenda sorprendente ed assai gustosa. La voce del nostro appoggiata su viluppi di corde arpeggiate, e poi fruscii, sibili, capriole gentili di sintetizzatori a incorniciare il tutto. Dunque una sorta di “dream pop” psichedelico, gentile e sottilmente inquietante: in pratica un incrocio tra i Mercury Rev e I Pink Floyd che furono di “If”. Gran bel disco, dunque. (Guido Festinese)


