Ennesimo ritorno in punta di piedi (esce solo per la Sony irlandese) per il (caro) vecchio Christy. Parlando di C Moore, sapete forse che questa recensione è più inutile delle altre. Chi conosce Christy, gli vuole bene. E aspetta ogni nuovo disco come una telefonata da un amico lontano. Non cambia la vita ma di certo scalda il cuore. Chi non lo conosce, certo non deve iniziare da Lily ma piuttosto scavare nel passato folk, o celebrare uno dei magnifici dischi dal vivo che hanno accompagnato la carriera di CM. Lily è un disco quieto, folk alla vecchia maniera, pieno di canzoni scritte bene (da altri, come costume di Christy) senza svarioni o sbandate. La voce è quella di sempre: scherzosa e profonda insieme; il repertorio viene da penna celtiche e minori, dimenticando alcuni recenti esperimenti. Certe cose, non cambiano. (Marco Sideri)


