I Flaming Lips sono dei cazzari (è termine tecnico in questo caso) e come tali vanno presi (o lasciati). Hanno scritto canzoni meravigliose e stratificate (Soft Bulletin), fatto rock indipendente quando ancora il genere esisteva, fatto rumore e stupidaggini, meraviglie sperimentali (Embryonic, Zaireeka) e pacchi (i rifacimenti di Beatles e Pink Floyd). Hanno anche avuto un bel po’ di successo e guadagnato (in ogni senso) la libertà di fare i cazzari. E veniamo a Oczy Mlody che si piazza, comodo, nel mezzo dei molti FL passati: è un disco sconclusionato (i testi vengono in buona parte da una traslitterazione dei fonemi del polacco, flirta con hip hop e r’n’b) e affascinante (ha un passo lento e melodioso, strati di suono e melodie che vanno e vengono). È un disco psichedelico con gracidare di ranocchie e bassi soul (Listen To the Frogs With Demon Eyes). Fate voi (a me piace molto). (Marco Sideri)


