Sarà l’aria portata dal nuovo millennio, ma oramai è evidente che un certo rock’n’roll, quello malato e selvaggio dei Velvet Underground, è tornato di moda. Le scarne atmosfere elettriche e i battiti essenziali che le accompagna(va)no sono ispirazione diretta per molte nuove formazioni. Ultimi, o quasi, in ordine cronologico, i Kills; duo transatlantico (lei americana, lui inglese) che si appropria di quei suoni per declinarli ad un nuovo presente.
Il risultato forzatamente vive di due facce, da un lato ha perso la carica innovativa e rivoluzionaria degli inesperti anni ‘60; dall’altro conserva un fascino decadente e senza tempo. Per questo l’ascolto del disco è piacevole e gratificante, diverte e affascina. Poco importa se l’impronta dei Kills non resisterà al test del tempo. (Marco Sideri)

