Molto, molto difficile resistere al fascino di un disco come questo. Anche se nulla sapete del gruppo e aspettative non ne avete. Mettiamola così: loro sono un power trio olandese con organo hammond infiammato, chitarra affilata e batteria che non perde un colpo. Sono al quinto disco, non dei novellini. Modelli evidenti e idolatrati:i Deep Purple di In Rock e di Fireball, i Doors nelle fasi in cui più lasciavano andare un suono saturo e distorto, Atomic Rooster, perfino i poco ricordati hard rockers Budgie. Per l'oggi invece si potrebbero tranquillamente citare Blues Pills, Buffalo Summer, Black Keys, Wolfmother. Ma non certo My Bloody Valentine, come qualcuno ha provato a dire. Siamo dunque in piena celebrazione dei watt grandi, grossi, saturi e mobili, con opportune screziature di psichedelia, un genere che non passa mai di moda, ma che ha bisogno di classe strumentale e idee per non essere una bolsa e posticcia ripetizione di quanto già esistente. Loro ce la fanno, e con l'aria di divertirsi molto. Divertendo anche noi. (Guido Festinese)


