Dopo l’introspettivo “Breakfast In New Orleans, Dinner In Timbuktu”, Bruce Cockburn ritorna ad occuparsi del mondo che lo circonda con un cd che si rifà alle sue prove degli anni ’80, il periodo della consapevolezza politica e dell’aggressività musicale. A confermare tale sensazione c’è il ritorno, al violino elettrico, di Hugh Marsh che fu con Cockburn in quella stagione.
Le amare considerazioni sullo stato del pianeta, sia in ambito politico che eco-ambientale, sono fondate su convincimenti assai radicali, come mostra il riferimento all’idiota del villaggio che prende il potere in “All Our Dark Tomorrows”. Tra gli ospiti Emmylou Harris che nobilita due brani con le sue armonie vocali e soprattutto Jackson Browne, che tinge di suono californiano il ritornello di Celestial Horses per una collaborazione che sa di rispetto e riconoscimento reciproco. (Fausto Meirana)

