É finita la fase R.E.M., il risveglio è brusco, oppure: 'E' la fine del mondo/come lo conosciamo'; la band di Athens, con fredda crudeltà ed un certo understatement, annuncia lo scioglimento in un algido comunicato dal proprio sito web. Trentun'anni assieme sono parecchi, e i ragazzi ci hanno fatto sognare, preoccupare e di nuovo sognare quando ormai pensavamo di averli persi in uno stadio come gli U2 (che invece continuano). Gli ultimi titoli, magari cripticamente, indicavano il percorso verso l'epilogo: attorno al sole, accelerazione, crollo nel presente. Anche l'ultimo tour, a pensarci bene, si può vedere come un perfetto 'Farewell Tour' anticipato, per frenare le emozioni e scatenare l'energia dell'ultima volta. Intanto, i più cinici profetizzano già la reunion, tra due o tre anni, per fare cassa e vendere le riedizioni che certamente fioccheranno copiose (e probabilmente hanno ragione), mentre i buoni d'animo, sospirando, sperano di vederli ancora assieme, come Qui Quo Qua o Aldo Giovanni e Giacomo. Discograficamente saranno ricordati soprattuttto per l'infilata di dischi senza incertezze degli anni ottanta, da 'Murmur', ('83) a 'Green' ('88), e per il successo globale ottenuto con 'Out of Time' che, pur proiettandoli nello stardom musicale, non riuscì a tramortirli, visto che dopo la sbornia riuscirono a produrre gli ottimi 'Automatic for the People' e 'New Adventures in Hi Fi'. L'aneurisma del batterista Bill Berry, invece causò la ripartenza a tre gambe , e di conseguenza, un terzetto di dischi parecchio zoppicanti; su tutti (o sotto tutti) l'incertissimo 'Around the sun' del 2004. La recente rinascita, con il rutilante 'Accelerate' (2008), i due dischi dal vivo e l'ultimo 'Collapse into now', più che un canto del cigno, sembra lo scatto rabbioso verso l' agognata ultima meta. (Fausto Meirana)



