Rock

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GOGOL BORDELLO - Pura Vida Conspiracy

La gypsy punk rock band con caratura internazionale ritorna con il sesto album in studio Pura Vida Conspiracy . Prodotto da Andrew Sheps, l’album è stato registrato a El Paso, Texas, nei Sonic Ranch Studios ed è una potentissima raccolta di dodici nuovi brani. Il titolo dell’album deriva da una frase slang spagnola e significa “vita pura”, un tema che ripercorre tutto il nuovo album. “We Rise Again,” il brano d’apertura, introduce istantaneamente gli ampi temi dell’album con il ritornello che dichiara “i confini sono cicatrici sulla faccia del pianeta”. Le nuove canzoni sono ricche di ispirazioni tratte dalla filosofia orientale ma cercano anche di mettere insieme i pezzi per creare una coscienza universale. “Per me la musica è un modo di esplorare il potenziale umano”, dice Hutz. “E questo è il mio interesse principale: il potenziale umano. Tutti sanno che dentro di noi abbiamo qualcosa che non usiamo. Come lo otteniamo? Come ci arriviamo? Ogni persona sa che c’è qualcosa ma non sa cosa sia. Quindi ad un certo punto mi sono detto, mi ci metto e lo trovo”.I Gogol Bordello hanno passato gli ultimi dieci anni a scatenarsi sul palco guadagnandosi la reputazione di essere una delle migliori band da vivo di sempre. I loro concerti selvaggiamente energici sono celebrati dai fan in tutto il mondo e li hanno portati sui palchi principali di festival quali Coachella, Lollapalooza, Bonnaroo, Roskilde, Rock am Ring, Reading e Leeds solo per citarne alcuni.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 23 luglio 2013 al prezzo di 16,50 €

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MAPS - Vicissitude

James Chapman, musicista inglese che incide sin dagli esordi per la Mute Records sotto il nome di Maps, ha scritto è registrato una collezione di canzoni synth‐pop nella migliore tradizione dei Lightning Seeds, Erasure e di tutta quella schiera di musicisti che usano principalmente sintetizzatori e macchine elettroniche per produrre la loro musica. Il terzo album del musicista di Northampton è sicuramente una delle migliori cose che ha prodotto fino ad ora e anche stavolta James Chapman si è fatto assistere al mixer da Ken Thomas (Sugarcubes, M83, Sigur Ros) e Jolyon Thomas.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 16 luglio 2013 al prezzo di 12,90

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SALVIA PLATH - The Bardo Story

Esce per la Weird World , sussidiaria della Domino , il nuovo album del musicista , regista e performer di Baltimora Michael Collins, che ora si fa chiamare Salvia Plath ma che in passato agiva sotto il nome di Run DMT Bardo Story mostra un Collins al culmine dei sui deliri psichedelic pop che tanto devono ai Monty Python ai Dukes of Stratosphere e ai Beatles di Magical Mystery Tour.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 16 luglio 2013 al prezzo di 16,90 €

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EDITORS - The Weight Of Your Love

Questo è il primo album senza il chitarrista Chris Urbanowicz sostituito da Justin Lockey. Alla band si è poi aggiunto Elliott Williams (tastiere sintetizzatori, chitarra, backing vocals). Registrato a Nashville ai Blackbird Studio con il produttore Jacquire King (Tom Waits, Norah Jones, Of Monsters And Men, Kings Of Leon) e mixato da Craig Silvey (Arctic Monkeys, The Horrors, Arcade Fire, Bon Iver) il nuovo album sembra avere “un piede nell’Alternative Rock/Americana”. Ce lo dice lo stesso Tom Smith che ammette di trovarlo “allo stesso tempo quasi inafferrabile”. ‘The Weight Of Your Love’ è stato registrato prevalentemente in presa diretta, dal vivo in studio. Le canzoni sono dirette ed essenziali e il brano centrale intorno al quale ruota tutto il resto a detta di Tom ed Ed è “Nothing” (prodotto da Clint Mansell). I testi parlano d’amore “ma non aderiscono allo stereotipo della love song tradizionale”. Tom Smith per la prima volta canta in falsetto nel brano ‘What Is This Thing Called Love’.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 2 luglio al prezzo di 15,90 €

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SCOTT MATTHEW - Unlearned

La bella voce sospirosa, suadente e ben rasata di Scott Matthew contrasta con il suo barbone da perfetto alt-rocker. Anche il quarto album dell’artista australiano sembra giocare sui contrasti: è infatti un disco tutto cover in cui si va dai Radiohead a Nat King Cole, dai Joy Division a Rod Stewart e così via. Ciò detto, risulta spontaneo pensare  al classico peccato di vanità di qualcuno che sa cantare  bene e pensa di poter cantare tutto. Per fortuna Matthew dimostra di saper cantare quasi tutto ed è inoltre bravo a scegliere arrangiamenti in sintonia con la propria voce: semplici, eleganti e sentimentali il giusto. Questa capacità unificante trova il suo apice quasi a inizio scaletta, quando a I Wanna Dance With Somebody, hit di Whitney Houston,  fa seguito Darklands di Jesus & Mary Chain e il contrasto fra i due mondi d’origine non si nota. (Antonio Vivaldi) 

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BURZUM – Sôl austan, Mâni vestan

Recensirlo non è mai semplice. Varg Vikarnes, titolare della one-man-band Burzum, è uno dei personaggi più difficili e controversi degli ultimi vent'anni. Nemico giurato del music business, già al centro di fatti di cronaca nera notissimi (purtroppo più della sua musica, che rimane molto bella e personale), l'eroe del black norvegese si ripresenta con un disco veramente splendido, a cavallo tra ambient elettronico e folk nordico, di undici tracce in tutto. Poca oscurità invero, molte sonorità ancestrali, ideale colonna sonora per i culti del più antico paganesimo scandinavo (Burzum – vediamo di rammentarlo una volta per tutte – non è un satanista, ma un odalista). In Sol austan fredde trame di sintetizzatore e porzioni elettroacustiche si alternano o, spesso, si combinano insieme per un risultato assai suggestivo. Arcano, minimale, fuori dal tempo, molto melodico e tutto strumentale, grandemente evocativo: tutto questo è il come-back del Conte. Passati i tempi del low-fi, la registrazione è davvero impeccabile ed eccellente. I suoni sono curatissimi. Se avete amato Daudi Baldurs e Hildskjalf, oppure le escursioni à la Tangerine Dream dei primi Burzum, questa scelta di pezzi non potrà non incantarvi. E' ora di deporre i pregiudizi. (Davide Arecco)

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