Rock
Detrattori e seguaci concordano su una cosa: i Flaming Lips, e i loro dischi, sono fuori dagli usuali canoni di ascolto/commento. I Flaming Lips, semplicemente, seguono una strada tutta loro che, a oggi, li ha portati da esordi rumorosamente indie rock a morbidi dischi di pop sinfonico; da esperimenti assortiti (Zaireeka che va suonato contemporaneamente su vari impianti) a concerti evento (con gigantesche palle da criceto e il cantante dentro). Fino a viaggi sonici lievemente connessi con la forma canzone (Embryonic). The Terror prosegue su quella strada: è un album coeso, uniforme, e sperimentale. Come dei moderni Pink Floyd (che i FL hanno di recente celebrato) stipano nel disco abbastanza melodie da restare pop, ma giocano le proprie carte sul versante dei suoni (elettronici, curati) e delle strutture. Un (altro) centro (disordinatamente) pieno. (Marco Sideri)
Curioso destino quello dei Mudhoney: devono il loro successo soprattutto al primo singolo, Touch Me I'm Sick, fantastico esempio di garage-rock aggiornato per la scena grunge di Seattle; aggregati a quel movimento che avevano contribuito a creare (già con gli ottimi Green River, che comprendevano il cantante Mark Arm e pezzi dei futuri Pearl Jam), sono stati poi oscurati da giganti come Nirvana e Pearl Jam, restando estranei anche alle derive hard-rock à la Soundgarden. Il perché lo si capisce ascoltando il nuovo Vanishing Point: un disco che li riporta alle origini del loro suono, che ha sempre virato al garage, come detto, e poi soprattutto verso gli Stooges, che qui ricordano per le composizioni, le chitarre distorte e la voce di Arm, che sembra un incrocio tra Johnny Rotten e Iggy Pop; poco in linea, insomma, con il grunge degli anni '90, ma forse più apprezzabile oggi per il pubblico di nuove band Sub Pop come i Metz. La qualità della scrittura non è sempre eccelsa, ma nel complesso Vanishing Point è compatto, trascinante e divertente; e in alcune canzoni (What To Do With The Neutral, The Final Course, Sing This Song Of Joy) addirittura entusiasmante. (Marina Montesano)
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