Nell'affollato, contraddittorio, comunque vitale sottobosco del folk revival e progressivo italiano, una realtà che assomiglia al profilo di una costa frastagliata e continuamente cangiante, un posto d'onore è giusto che sia rivendicato ai sanniti Sancto Ianne. Perché ci sono gruppi che fanno la differenza, pur muovendosi in ambiti anche molto frequentati. I Sancto Ianne impastano assieme canzone d'autore, nobili ricordi folk, perizia vocale e strumentale, gusto per il timbro e il gesto sonoro spiazzante: sia una citazione da Iacopone da Todi infilata in mezzo a una canzone, il chiamare Silvio Orlando a dare voce e fiato a un brano, il costruire uno strumentale come Judeca, dedicato alla comunità ebraica di Benevento, che sembra avere il profumo dei secoli, e invece è stata appena scritta. E poi ci sono le voci, palpitanti come furono quelle della gloriosa Nuova Compagnia di Canto Popolare: è stato già detto, ma lo ribadiamo. Loro ne sono legittimi eredi. (Guido Festinese)


