Michele Savino, qui all’esordio con un EP di sei canzoni, è un pianista e cantautore genovese, affascinato da un certo tipo di canzone d’autore che flirta con il jazz; qui convince di più nelle canzoni che fanno riferimento, consapevolmente o no, ad artisti come Sergio Caputo, come la spiritosa e divertente ‘Il Cornicione’ o al primo Vinicio Capossela come la ‘Vicoli’ dedicata ad una città di mare che conosciamo bene… Questi i brani che emergono, ma c’è comunque dell’altro: ‘L’ultimo giorno di stage’ tocca l’argomento del lavoro precario, descrivendo una situazione purtroppo tipica del lavoro giovanile (e non), sempre senza sbandare verso la seriosità, piuttosto, azzarderei, con rassegnata allegria. Anche l’ironica ‘Volevo Essere Umberto Eco’ gioca bene con trame e titoli dello scrittore, mentre la ballata (forse) autobiografica ‘E’ Solo Orgoglio’ si stacca un po’ troppo dal tono generale del disco che viene invece esaltato dal frizzante divertissement swing di ‘Se Potessi Dirti Tutto’. (Fausto Meirana)


