Dà da pensare che, in poco più d'un anno, tre grandi realtà della musica italiana abbiano voluto dar testimonianza discografica e sui palchi per l'opera infinita di Zappa. E fa ancora maggior piacere nel momento in cui, da casa Zappa, annunciano l'uscita del lungamente annunciato Dance Me This, numero magico n° 100 del catalogo (se però non mettete in conto la pletorica serie di uscite “live” che ora hanno anche cornice ufficiale, i Road Tapes). Sia come sia, chi s'è cimentato per primo con Zappa è stato Stefano Bollani, che nel suo disco ha optato per interessanti e dilatati arrangiamenti quasi space jazz, mettendo in conto anche qualcosa dalla sua penna. I Quintorigo invece hanno scelto il sodalizio con uno zappiano doc come Roberto Gatto, che da una vita coltiva l'amore per i tormentati e ineguagliabili pentagrammi del Baffuto Maestro. L'hanno fatto mettendo in conto di essere subito messi alla berlina come ovvi epigoni, dati gli elementi “zappiani” che appunto ne pervadono l'opera. Bel coraggio, invece: perché la rilettura del gruppo con sax e violoncello (ma senza chitarra) e del batterista - compositore si attiene alla lettera dello spartito, lavorando più in sobrietà che in eccessi da calcare ed estremizzare. Un disco in studio, un dvd dal vivo al Blue Note di Milano, per far vedere che non c'è trucco, ma classe sì. (Guido Festinese)


