Il Diario di Disco Club
Diario del 12 febbraio
Zero! O trecentosessantacinque? Vi sarete chiesti cosa erano quei -3, -2, -1, dei giorni scorsi, erano i giorni che mancavano per completare il Diario. La prima puntata è stata il 13 febbraio dell'anno scorso, con oggi, 12 febbraio, quindi completiamo il nostro diario. Non ci sono più pagine. La nostra agenda giornaliera è finita. Spero che vi abbia tenuto compagnia per questo lungo (o corto?) anno. Vi saluto io e vi salutano tutti i personaggi (assolutamente reali) che hanno riempito queste pagine, dagli attori principali, U Megu, il Pluriespulso, il Rompipalle n.1, Ivano, Quasimodo, l'Uomo Del Monte, il Matematico, il Traduttore Bustocco, il Signor G, Scussssi, il 49 (l'autobus), a quelli che lo sono stati per un certo periodo per poi lasciarci, il Puzzone, lo Psichiatrico, il Taxista dal Taxi Giallo, il Cliente Sordo, Ottavio, alle comparse di un giorno, salite alla ribalta per una qualche richiesta strampalata, agli invisibili rompiscatole telefonici.
Ora devo proprio lasciarvi, sono finito sul bordo del Diario, sull'ultima riga, se continuassi a scrivere finirei fuori dai mar.....
Diario del 21 gennaio
Certo che un po' mi manca. Ogni mattina metto in ordine gli espositori che i clienti mi hanno scompaginato il giorno prima, da anni, quando arrivavo all'ultimo scaffale degli italiani e raddrizzavo la riga, ecco lì la Luna di Togni che mi guardava dal suo oblò: oggi al suo posto un vuoto.
Passiamo a cose meno tristi. Un cliente sui sessanta mi chiede "Cerco un disco di Eric Burdon, The Twain Shall Meet, ma non credo che lei ce l'abbia"; lo deludo perché invece ce l'ho, "C'è questo della BGO accoppiato a Winds of Change". Non pensavo, vista l'età, che facesse i salti di gioia, ma un minimo di contentezza per un cd trovato dopo anni di ricerche vane me lo aspettavo, invece niente e, dopo qualche minuto, mi si avvicina "Mi lasci un attimo per pensare" ed esce. Indubbiamente la decisione deve essere stata molto sofferta, io di attimi gliene ho lasciati anche più di uno, ma alla mezza mi aspettava l'autobus per andare a mangiare a casa, magari tornerà al pomeriggio.
Alla riapertura mi aspetta invece una signora un po' più anziana del fan di Burdon del mattino e la sua richiesta rivela la sua età, "Mi fa vedere cosa ha di Al Bowlly", "Veramente non ne ho nemmeno uno", "Non capisco, nemmeno la Feltrinelli lo ha", "Non è che sia un cantante molto richiesto", "A me interessa una canzone in particolare Midnight, The Stars And You", per paura che io non capisca mi fa anche la traduzione, "Mezzanotte, le stelle e tu, è strano che nessuno ce l'abbia, in fondo è una canzone del 1939".
P.S. Alle 19:00 chiudo e il cd di Eric Burdon & the Animals è ancora lì.
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