Temiamo che per tener fede al suo proclama apparso sul sito della Tzadik - un cd al mese per tutto il 2010 - Zorn abbia sopravvalutato la sua pur eccezionale vena compositiva e progettuale. Dopo il deludente “In Search of the Miraculous” ancora un disco per una propaggine dell’Alhambra ensemble (qui rappresentato da Rob Burger e Ben Perowsky), sempre con Carol Emanuel all’arpa e Kenny Wollesen al vibrafono e le ‘new entry’ Trevor Dunn al basso e Marc Ribot alla chitarra. Le progressioni ipnotiche dei brani a volte colgono nel segno ("Ishtar" e "White magic"), grazie soprattutto alla forza propulsiva ed eclettica dei nuovi arrivati; spesso risultano stucchevoli e ripetitive, irrisolte nelle stesse spire che hanno contribuito a creare. Come sempre ultimamente nessuna traccia del sax di Zorn. Peccato. (Danilo Di Termini)


