Ormai settantaquattrenne, Archie Sheep ha diradato molto la sua attività, alternando prove interessanti ad altre, in cui si dedica al canto con dubbi risultati. Il nuovo progetto in duo con il pianista Joachim Kuhn lo restituisce al meglio, con il suo sax metallico e abrasivo che riesce ancora a coinvolgere, sia nella desolata “Lonely Woman” (di Ornette Coleman, di cui Kuhn può fregiarsi di essere stato uno dei rari pianisti), che in “Harlem nocturne”, in cui le luccicanti insegne dei locali sono ormai solo un ricordo. Infine un omaggio all’amato Ellington una notturna e malinconica “Sophisticated lady” (incisa per la prima volta in “The Way Ahead” e poi in uno dei quattro imperdibili album in duo con Horace Parlan), a concludere degnamente un album lirico, intenso e semplicemente magnifico. (Danilo Di Termini)


