Chi crede che le "quote rosa" del jazz contemporaneo in Italia siano riservate al canto, una sequela infinita di emule di Ella Fitzgerald o Billie Holiday si ricreda subito: ci sono parecchi esempi che vanno in tutt'altre direzioni, e qualche certezza: Carla Marciano, ad esempio. Che in Stream Of Consciousness (Alfa Music / Egea) suona da signora assoluta sax contralto e sopranino, un aggeggio gradevole alla vista, ma micidiale nell'intonazione. Affiancata da un trio classico eccellente, Marciano sfodera una torrenziale capacità di fraseggio (il "flusso di coscienza" del titolo) che rammenta da vicino il John Coltrane del quartetto classico, senza esserne il calco mimetico. Ma anche il titanico sassofonista nero faceva riferimento al flusso di coscienza, spinto notoriamente sempre più avanti, sino alle magmatiche, impressionanti prove finali documentate dai "live" in Seattle, in Giappone o in recenti pubblicazioni inedite. Marciano resta un passo prima, alla piena riconoscibilità della griglia accordale, sostenuta da un trio che empaticamente la aiuta e la sostiene in ogni volata delle sue ance: Alessandro La Corte al pianoforte, Aldo Vigorito al contrabbasso, Gaetano Fasano alla batteria. (Guido Festinese)


