Ci sono dischi di jazz italiano (continente iperinflazionato da una produzione debordante) che fanno la differenza. Bella novità, si dirà. E' normale che sia così. Capita sempre prima o poi uno che se ne esce con un guizzo inaspettato, un colpo d'ali, una scatto improvviso che allunga la distanza. Più raro che a far la differenza sia qualcuno che proprio non conta né nulla novità, né sulla originalità del progetto: conta solo sulle proprie doti di strumentista, sul saper suonare bene. Daniele Cordisco è un chitarrista che s'è aggiudicato il Premio internazionale Massimo Urbani del 2013, giuria presieduta da Fabrizio Bosso,ospite peraltro della seduta. Daniele suona con l’intensità e la foga swingante di Wes Montgomery, e lo fa con un’evidente, aggraziata soddisfazione. Scrive bene, e frequenta con cognizione atmosfere anni Sessanta. Un limite? Qui no. (Guido Festinese)



