Diario del 22 maggio
Gli espositori che ho sul banco attirano l'attenzione di un cliente, "Puoi dirmi dove li hai presi?", "Da Amazon", lui "Eh?", penso che non abbia capito e ripeto "Da Amazon", lui aveva capito, ma "E cosa é?". Bravo! Tutti così dovrebbero essere i miei clienti, non intendo tonti, ma non amazon-dipendenti.
Ecco un vecchio compagno della facoltà di giurisprudenza, lui ha finito ed è diventato avvocato, a me manca un esame da 44 anni. "Ciao, come va? Senti mi serve un cd da regalare a mio genero, a lui piace il jazz. Pensavo a qualcosa di vecchio, perché lui si scarica tutto e quindi è più facile che non abbia i dischi di tanti anni fa", io "Veramente è il contrario, quelli vecchi li trovi dovunque", lui "Allora dammi qualcosa di recente", gli propongo il cd jazz più venduto dell'anno scorso, l'inedito di Bill Evans, lui "Non è troppo frenetico?", "Bill Evans? No". Non è convinto allora mi chiede "un disco di un jazzista giovane, magari locale", "Questo, è il nuovo di Pozza", e lui "Non è musica troppo frenetica?". Lo lascio nel dubbio e servo un'altra cliente, "Dica", lei "Avete musicassette?", "Solo due....", "Mia figlia vorrebbe quella di Melanie Martinez". Ottimista.
Torno dal giurisprudente, che mi sorprende "Guarda, aspetto a decidere perché a pensarci bene non credo che mio genero abbia un lettore cd, scarica sempre". Pessimo cliente, quello di prima non conosceva Amazon, questo non conosce nemmeno i cd.
Ed eccoci in chiusura, entra Roberto al quale ordino spesso cd, che poi lui viene a ritirare regolarmente in ritardo. Adesso ne ha in sospeso uno dall'estate scorsa dell'orchestra Mantovani. Glielo faccio presente e lui "Hai ragione, ti prometto che a fine mese vengo a comprarlo". Finalmente si decide a dirmi il motivo per il quale non si decide a prendere il cd, "Sai mi fa un po' effetto mettermi in casa un cd di Annunzio Paolo Mantovani", io "Perché scusa?", lui "Io sono genoano".

