La sua voce fa spesso pensare a Rod Stewart, a tratti anche a Peter Gabriel e Sting: e anche le canzoni (da lui stesso composte) trovano ispirazione negli anni ’70 con un repertorio malinconicamente piacevole e mai banale. Due sole cover riunite in un medley tra “Your move” di Jon Anderson (da “Yes album”) e “Give peace a chance” di Lennon. Per finire “Smile”, con Charlie Haden ospite al contrabbasso, evidente omaggio al genio che gli ha portato meritata fortuna. (Danilo Di Termini)

