A sei anni di distanza dal suo ultimo disco, il terzo per la tedesca Tomlab, sempre più la casa per certe variazioni oblique sul tema del pop, torna Chris Cummings con il suo quarto album. Il canadese è quanto di meno machocore possiate recuperare nei cataloghi delle etichette indie internazionali, un melenso melange di leggero pop dalle tinte soul, tutto piano elettrico da sedili di pelli nel lounge di motel: quello che ti immagineresti di sentire sorseggiando una pina colada alla convention dei commessi viaggiatori nei sobborghi di una cittadina di provincia americana, un brutto sogno da terzo episodio di una saga di Bogdanovich, un pastoso pastis con troppa poca acqua. Mantler, nel suo splendido smoking rosa d'ordinanza, pennella ancora un'altra collezione di bozzetti di canzoni d'amore il cui massimo esemplificativo è Crying At The Movies, cinque perfetti minuti di musica che langue esangue, uno di quei brani che avrebbero fatto un figurone in quelle compilation di Musica Per Una Serata Elegante che, in vinile, fanno ancora furore tra i più ammiccanti collezionisti di musica lounge alle fiere del disco. Air e donne nude incluse. Colonna sonora perfetta per gli incubi di Aldo Maccione, si rialza stupendo sulle tre canzoni più insolite, animate da simil-break e intromissioni elettroniche, Breaking Past The Day, In Stride e Fresh And Fair. Se state pianificando una crociera alla Love Boat o una semplice serata romantica, se siete di indole ridanciana o quantomeno riuscite ancora a farvi una risata su un disco ben fatto ma proveniente da un mondo parallelo in cui gli anni settanta non sono mai finiti, avete trovato il vostro disco. (Matteo Casari)






