Nina N (gran bel nome, tra l’altro) rischia, nel marasma odierno, di suonare demodè. La sua formula di cantautorato indie (melodie scheletriche, produzione di Steve Albini) fa taaaaanto anni 90. Non per niente si sente spesso paragonare Nina a Cat Power & C. Non si può dire che Outlaster sia una radicale variazione rispetto a quanto sopra, ma si può dire, bello chiaro, che la qualità e la rifinitura delle canzoni di Nina sono encomiabili. Si parte dalla voce, sempre al centro del palcoscenico, per attraversare arrangiamenti tutt’altro che essenziali nella forma ma molto diretti nella sostanza. E così le molte fioriture orchestrali dei brani non hanno nulla di pomposo o posticcio, le deviazioni folk visitano paesi lontani (con preferenze a Est) e non solo l’usato orizzonte americano, e Nina, fedele a se stessa, continua a camminare il suo cammino. (Marco Sideri)



