Quando si nasce a Nashville e si ha un qual si voglia talento musicale, la via è segnata: country, roots music, slide guitar e fiddle diventano una sorta di corredo genetico. Nel caso di Justin Townes Earle, poi, il destino ha tracciato un percorso quasi ineluttabile: essere figlio di Steve, country-rocker di prima grandezza, deve averlo condizionato non poco. Ma il talento c’è, a prescindere dalle parentele illustri. Harlem River Blues è un luminoso faro puntato sulla musica delle radici. Al suo interno, c’è spazio per quiete soffusa di Christchurch Woman, per l’incedere blues di Mover Over Mama e Ain’t no Waiting e per l’intimismo di Roger Park. La vena romanticamente ribelle e gli eccessi del padre non sembrano appartenere al giovane Justin. L’amore per la musica e la voce capace di graffiare e commuovere, invece, decisamente sì. (Ida Tiberio)


