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Rock Recensioni JOHN CALE – Black Acetate (Emi 2005)
 

JOHN CALE – Black Acetate (Emi 2005) Hot

ImagePiaccia o non piaccia questo disco, è indiscutibile che John Cale non sia un musicista pacificato. Se nel precedente “HoboSapiens” aveva troppo calcato la mano sull’elettronica, in “blackAcetate” il gallese unisce con maggior misura la passione per le nacchine a un recupero delle chitarre oscure e massicce (a tratti quasi glam) di album come  “Sabotage Live” (1979) e “Honi Soit” (1981).
All’epoca Cale era un paranoico emaciato che vedeva complotti ovunque, oggi è un sessantatreenne dall’aspetto ineccepibile che sa di vivere all’interno di un mondo cupo e riesce a descriverlo con una sorta di saggio cinismo (“ForARide”) o di poetica apocalitticità (“Wasteland”, “Sold-Motel”). Quasi imbarazzante la preveggenza del testo di “InAFlood”: “Ho sentito da altra gente dove sei andata/ Giù per il Mississippi in un’alluvione”.  (Antonio Vivaldi)

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