Il regno, il midcult di Bjork, una che vuole distinguersi dalla cultura popolare, è tornato. Un'artista che spesso non scende a compromessi con l’industria commerciale, come ultimo baluardo del genio romantico ottocentesco. Biophilia uscirà ufficialmente il 10 di ottobre, ma noi internauti lo stiamo già ascoltando. Biophilia, quattro anni dopo Volta, si presenta come un compendio di tutti i pregi e difetti di Bjork: puntare all’universale ma facendo sempre riferimento a se stessa. Le strutture musicali sono a brevissimi tratti incompiute e farraginose, senza unità né fluidità, come un motore con lo "start & stop" che a tratti si spegne. Virus, a mio parere, il brano più bello (altri picchi: Crystalline, Sacrifice). Non parlerò di multimedialità. Canzoni scritte da programmatori di fama internazionale come Scott Snibbe, si sono rivelate strumenti inutili. Io amo la musica vera, e non apprezzo questi succedanei del caviale.. L'acquisto è consigliato. Ma qualora questo fosse il primo disco di approccio alla islandesina, lasciate ogni speranza o voi che entrate (comprate)! (Andrea Ansevini)


