Se di Laura Marling si dice che è troppa seria per i suoi 22 anni, che cosa pensare allora della coetanea Anja Plaschg, in arte Soap & Skin? Questo secondo album (in verità poco più di un ep) della ragazza austriaca è persino più cupo dell’esordio Lovetune For Vacuum di tre anni fa, segnato com’è dalla dolorosa elegia di Vater, dedicata al padre da poco scomparso e posta proprio in apertura di disco. Oltre a referenti già noti come Nico e Björk, in Narrow entrano in scena anche altri nomi, ad esempio il Nick Cave di Boatman’s Call nella disperata forza dei brani per voce e piano come Wonder. Il fugace sussulto quasi-goth di Big Hand Nails Down non chiude il disco in modo più sereno rispetto alle note d’apertura, ma almeno sembra urlare (liberatoriamente?) quel che fino a un attimo prima era stato tenuto dentro. (Antonio Vivaldi)


