Una cover futuribile e il beat psico-elettronico dell'acida "Green" (con tanto di effetti stereo left-to-right), sembrerebbero voler indicare una nuova (incerta) direzione. Ma già da "Attic" tutto torna a una lieve normalità che nemmeno il battito ska di "Kling I Klang" riesce a risollevare. E proseguendo nell'ascolto la certezza continua a regnare sovrana, tra generi, suoni, epoche, già ampiamente percorsi dal nostro ("Study in blue" uscita da un tardo Style Council") o magari solo sfiorati (la new wave di "Dragonfly"). Una grande varietà dunque ("Drifters" uscita da un B-movie di Tarantino), che però non traduce una complessità. ma solo un disorientamento, che dal Moodfather non ti aspetteresti. Non è epoca di certezze d'accordo, ma almeno una canzone da ricordare avrebbe risollevato il morale. (Danilo Di Termini)


